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giovedì 17 maggio 2012

Qui ad Atene noi facciamo così


Banksy, Baloons girl

 Il discorso di Pericle agli Ateniesi
Dal testo di Paolo Rossi

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Link alla versione originale tradotta dal testo greco

mercoledì 28 marzo 2012

Tre giorni di altra economia indignata

La LUS partecipa e invita tutti a partecipare all'iniziativa organizzata dal Consorzio della Città dell'Altra Economia (Roma, Ex Mattatoio L.go Dino Frisullo a Testaccio) in programma dal 30 marzo al 1° aprile 2012.
 
 
Tre giorni, dal 30 marzo al 1° aprile, per incontrare la città. Tre giorni per continuare a intrecciare principi e pratiche di economia ecologica... sociale e solidale, come risposta alla crisi. Tre giorni per ricordare che la Città... dell’altra economia è uno spazio pubblico, il cui futuro va costruito insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, alle organizzazioni sociali che lo promuovono e ai cittadini che lo frequentano.
Il 31 marzo scade la proroga concessa al Consorzio Città dell’altra economia per la gestione dello spazio all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio. Nonostante le false promesse e i tentativi di eliminare questo cantiere sociale, il Consorzio si ostina a pensare che sia giusto e possibile promuovere un confronto vero con chiunque interessato a ragionare sul futuro di questo luogo. E lo fa con tre giorni di incontri, festa, presentazioni di libri e di nuovi spazi web di informazione indipendente, spettacoli per bambini, mercati del bio e del baratto, video proiezioni, dibattiti e visite guidate.

Tre giorni, dunque, in compagnia di chi immagina e opera per un’altra Roma. Tre giorni di convivialità per gridare la nostra indignazione verso chi vuole cancellare questo laboratorio.
 
«Alcune cose che contano: il nostro coraggio; la nostra bussola morale; come ci trattiamo l’un l’altro». (Naomi Klein).
 
Nel blog Consorzio CAE potete trovare il programma completo di venerdì 30 marzo, sabato 31 marzo e domenica 1° aprile.

mercoledì 14 settembre 2011

I beni relazionali e l’arte dell’associazionismo

I beni relazionali sono stati da sempre trascurati dagli economisti, in quanto non si occupano di mercati o di fenomeni tipicamente economici. Le cose, tuttavia, stanno cambiando e si parla sempre più spesso di beni relazionali, in quanto è ormai chiaro che anche nelle interazioni economiche la qualità dell’interazione intersoggettiva finisce per influenzare scelte individuali e collettive e perciò anche la qualità dello sviluppo economico e civile.